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Cézanne a Parigi

La mostra Cézanne et Paris sarà esposta al Musée du Luxemburg fino il 26 febbraio. L’esposizione è organizzata grazie alla collaborazione del Petit Palais con il Museo di Belle Arti di Parigi e riunisce circa 80 opere di diverse collezioni da tutto il mondo per esplorare le tematiche su cui ha lavorato Cézanne, principalmente Parigi, i nudi, i ritratti e le nature morte.

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La mostra, commissariata da Gilles Chazal, direttore del Petit Palais e Maryline Assante di Panzillo che lavora al dipartimento di conservazione del Petit Palais, vuole mostrare un Cézanne che ha cercato di sfidare tradizione e modernità.

Paul Cézanne nasce a Aix en Provence nel 1839. Figlio di una famiglia borghese, il cui padre era un ricco bancario, realizza i suoi studi nel Collegio Bourbon dove stabilisce una relazione di amicizia con Émile Zola. Nonostante il suo amore per il disegno, si iscrive alla Scuola di Diritto per soddisfare le aspettative del padre, ma la passione per l’arte lo porta ad abbandonare tutto in nome della sua vocazione.

Il suo primo studio lo stabilisce nella casa di campagna dei genitori e solo nel 1861 si trasferisce a Parigi, appoggiato economicamente dalla famiglia. A Parigi ritrova Zola e si iscrive all’Accademia Svizzera per riuscire a passare l’esame di ingresso all’Accademia delle Belle Arti. Durante la sua prima visita al Louvre rimane estasiato dall’opera di Velázquez e di Caravaggio che hanno influito notevolmente sulla sua opera.

In seguito torna a Aix en Provence per lavorare con suo padre durante un breve periodo per poi tornare a Parigi dove decide continuare i suoi studi all’Accademia Svizzera dove conoscerà Pissarro e Guillaumin, anche loro fonte di ispirazione che lo porterà a liberarsi del rigore stilistico dell’Accademia.

Nel 1886 presenta al Salon d’Automne per la prima volta la sua opera, che viene però rifiutata e verrà rifiutata diverse volte, questione abbastanza spinosa che lo poterà a una profonda frustrazione nonostante non abbandoni le sue speranze.

Infastidito dal circolo d’arte parigino, si ritira a vivere con la modella Hortense Fiquet e L’Estanque dove sviluppa una prolifica opera composta da paesaggi e trattorie inserite in un contesto rurale così come lo richiede l’impressionismo.

Il ritorno a Parigi è marcato dal lavoro dei paesaggi di Louveciennes, ma solo a partire dal 1895 riceverà il meritato riconoscimento quando il critico e mecenate d’arte Ambroise Vollard organizza un’esposizione di successo sulla sua opera. Nel 1904 il Salon d’Automne dedica al suo lavoro un’esposizione e due anni più tardi Cézanne morirà lasciando un’impronta aperta alle avanguardie artistiche.

Le sue opere hanno aperto la strada ai fovisti e ai cubisti e ha ispirato surrealisti del calibro di Picasso, Dérain e Braque tra i tanti.

Per maggiori informazioni http://www.museeduluxembourg.fr/fr/expositions/p_exposition-4/

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Iniziate il 2012 con energia e venite a godere dei panorami che vi offre la capitale francese. ABasta affittare uno degli appartamenti a Parigi

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Ogni Paese ha i suoi balli e i suoi costumi, mezzi espressivi volti a rappresentare sé stessi su uno scenario. Ma più che rappresentare una regione, un ballo sembra essere una sorta di congiunzione di momenti e passi che vanno al di là del mero momento della performance. Allo stesso modo, se ci pensiamo, l’aspetto narrativo percorre tutta la storia di un ballo, dagli inizi della sua formazione o dalle prime volte che si è cercato di metterlo in scena, proporlo, insomma, dalle prime prove. Allo stesso modo il carattere regionale di ciascun ballo è presente nella messa in scena della danza. Le peculiarità di quel modo di essere di un popolo possono in qualche modo essere espresse da un ballo particolare, lasciarsi declamare con un salto, con un movimento di vita e una mano in alto: il ballo contribuisce a creare un’identità.

barcellona <b>flamenco</b> festival

Non bisogna stare tanto a pensarci su per individuare nel flamenco il ballo che solitamente viene individuato come identificativo della Spagna. Si tratta senza dubbio di un viaggio che ha fatto il giro del mondo e che migliaia di professionisti e appassionati praticano con passione e allegria. Il flamenco condensa nell’anima del suo sound una grande malinconia unita al movimento, una sensualità che culmina in voce e ritmo, nei battimano che risuonano da un passo all’altro, le scarpe che dialogano con il suolo in un costante riconoscimento di un tempo che si risolve in una disputa tra suola e pavimento. La sensualità del canto e il corpo si combinano così quasi in un impeto istrionico.

Il flamenco nasce senza dubbio in Andalusia, influenzato e originato dai balli gitani e sefarditi. Considerato patrimonio dell’UNESCO, questo importante ballo continua ad appassionare in tutto il mondo. Allo stesso modo il flamenco continua a rispecchiare le tradizioni ed esplora nuovi territori e tecniche di rappresentazione. È risaputo che i musicisti devono necessariamente avere conoscenze di jazz e che i ballerini devono aver frequentato corsi di arte drammatico e balletto. Oggi è sempre più frequente assistere a sessioni di flamenco in strada e nello specifico a Barcellona, dove ci si può avvicinar e conoscere più da vicino questi ritmi. Il fascino esercitato da questo ballo è l’anima del festival De Cajón!, a Barcellona fino al 29 marzo.

La sesta edizione del Festival De Cajón! offre 4 appuntamenti immancabili per chi si trova a Barcellona e 4 splendidi rappresentanti  di questa arte. Il 22 dicembre è stata presentata la famosa Estrella Morente. Sabato 11 febbraio sarà la volta di José Mercé. Giovedì primo marzo Los Evangelistas e giovedì 29 marzo, per chiudere, Miguel Poveda. Prenota i tuoi biglietti con anticipo. Per ulteriori informazioni e per acquistare i biglietti online visita la seguente pagina web: http://www.theproject.es/en/festival/festival.php?idfestival=52

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Prendere in affitto appartamenti a Barcellona significherà fare un tuffo nella sua vibrante scena musicale. Se ti piace il flamenco qui troverai di certo spettacoli ed eventi che ti avvicineranno sempre di più a questo interessante genere tipo di canto e ballo.

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Se il Real Madrid è stato dichiarato dalla FIFA il miglior club di calcio del XX secolo, il XXI sembra invece appartenere fino a questo momento al Barcellona, posizionatosi al quarto posto della classifica che ha visto il suo rivale massimo attestarsi al primo posto durante il secolo passato.

museo fc barcellona

In effetti, nei tre anni trascorsi dopo l’inizio del nuovo secolo, il Barcellona ha conquistato tre Coppe Europa, due Supercoppe europee, un Mondiale di Club organizzato dalla FIFA, cinque campionati spagnoli, una Coppa di Spagna e cinque Supercoppe spagnole. Come se non bastasse, ha sbalordito il mondo intero con una delle migliori squadre di tutta la storia del calcio, un team che possiede uno stile di gioco talmente ardito, abbagliante, magico e seducente, oltre che aggressivo e dominante in campo, che si può dire che abbia segnato un punto di svolta nel gioco del calcio, e abbia stabilito uno standard che difficilmente verrà eguagliato e superato in tempi brevi.

Tutto quello che è stato detto dovrebbe essere più che sufficiente a risvegliare il desiderio di un amante del calcio di vedere il Museo del F.C. Barcellona (http://www.fcbarcelona.es/camp-nou/museo). Se tuttavia non dovesse essere sufficiente, potremmo aggiungere l’aspetto da vero parco tematico che possiede tutto l’intorno del quartiere di Les Corts, dove è situato il Camp Nou, il bellissimo stadio simbolo del calcio a Barcellona, che possiede la capacità maggiore in Europa, potendo contenere quasi 100.000 spettatori. Inoltre non vanno dimenticati il grazioso Mini Estadi, il Palau Blaugrana (sede degli incontri delle rinomate e valide squadre di pallacanestro, pallamano, hockey su pattini e calcio a 5) e il Palau de Gel, sede del negozio ufficiale e degli uffici del club di calcio.

Uno dei piatti forti della visita a questo complesso sportivo è il Museo del F.C. Barcellona, dove potrete ammirare l’infinità dei trofei ottenuti dalle differenti sezioni del club durante i suoi 112 anni di storia (tra cui si trovano 33 Coppe Europa), oltre a poter conoscere, attraverso pareti dotate di stumenti interattivi, la storia di questa istituzione, che porta come simbolo distintivo e come regola d’identità il fato di voler essere considerato molto più di un semplice club di calcio.

Il museo in sè è strutturato su quattro spazi ben definiti, stesso numero che compone i valori essenziali e irrinunciabili del club secondo i dirigenti del Barcellona, vale a dire la “catalanità”, l’universalità, il compromesso sociale e la democrazia, concetto vessato a volte da una certa polemica, come quella ravvivata utimamente dalla firma di un contratto multimilionario con la Fondazione Qatar per apporre il logo pubblicitario sulle magliette della squadra. Oltre a questi quattro spazi espositivi ce ne sono altri dedicati a differenti esposizioni temporali, oltre ad una mostra delle sei coppe conquistate brillantemente sotto la direzione sportiva di Pep Guardiola durante l’indimenticabile 2009, quando la squadra vinse tutte le competizioni in cui partecipava.

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La visita al Museo include una visita allo stadio, che include il tunnel dei giocatori e la cabina delle riprese, che non lasceranno indifferenti i diversi fan del calcio che affitteranno uno degli appartamenti a Barcellona

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Barcellona è una città con molte storie da raccontare. Non è stata attraversata soltanto dal cammino della Storia con la S maiuscola, durante i movimenti politici di resistenza alla dittatura di Franco e nella sua costante ricerca dell’indipendenza come centro della Catalogna, ma anche da storie singolari e particolari dei suoi abitanti, sia gente comune che figure pubbliche importanti: artisti, politici, musicisti, scrittori. Queste storie continuano tutt’oggi a intrecciarsi e districarsi di nuovo nelle strade di Barcellona. I loro protagonisti, oggi come ieri, sono molteplici. Oltre alle orde di turisti che cercano in Barcellona un posto dove rilassarsi, divertirsi e vivere qualche avventura, c’è anche la grande quantità di immigranti che vive in questa splendida città, e che contribuiscono a costruire un panorama culturale ricco e vario alla capitale catalana.

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Barcellona ospita oggigiorno cittadini dell’America Latina, dell’Asia, dell’Europa dell’est e del Medio Oriente. La massiccia immigrazione che si è verificata in questa città ha le sue ragioni, dal boom della costruzione economica verificatosi da diversi anni a questa parte, fino allo spostamento tra territori grandemente facilitato dall’Unione Europea. Con l’attuale crisi economica, in Spagna non si fa altro che accusare immigrati e stranieri di questa situazione, come atteggiamento meccanico di rifiuto della crisi. Dall’altro lato, viene così negata la grande varietà e l’arricchimento culturali che una situazione come questa può portare. Sembra quasi che la xenofobia sia il pane quotidiano in Spagna. La città continua a crescere con ogni storia personale, ogni racconto, ogni esperienza individuale, e con essa cresce la quantità di artefatti, utensili, oggetti e vestiti di culture diverse che si possono trovare a Barcellona. Queste storie creano nuova cultura, nuovo movimento nelle strade, nuovi significati, nuovi racconti.

Il Mercato di Sant Antoni vi può dare un’idea precisa di questo fenomeno. Se siete alla ricerca di figurine, fumetti, riviste, targhette, cartoline, poster, film, libri antichi, dischi in vinile, etc. potrete trovare al Mercato di Sant Antoni, ogni domenica, una diversità d’articoli unica, che ti porteranno indietro nel tempo. Se osservate con attenzione, in mezzo a tutti questi resti, che alcune persone chiamano “spazzatura” che altri hanno buttato via, vedrete la ricchezza culturale che si sta formando dall’incontro continuo di culture diverse. Tutti questi oggetti da collezione, dai francobolli alle monete, cominciano ad avere idiomi o radici che fino a poco tempo prima erano impensabili, e l’interesse per questi articoli appartenenti ad altri tempi, altri usi, altre storie, è straordinario. Un libro antico racchiude la forza di tutte le sue letture, di tutti i significati che altri gli hanno dato.

Questo mondo sarà accessibile tutte le domeniche, dalle 8:00 fino alle 15:00-16:00. Vi consigliamo di recarvi lì molto presto, così da trovare le migliori cose senza la presenza di un’eccessiva folla. Contrattare il prezzo sui banchi del Mercato di Sant Antoni è un must. I costi sono accessibili a tutti, così come il mercato stesso, consigliato a gente di tutte le età e interessi.

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Affittate uno degli appartamenti a Barcellona e godete della sua diversità culturale. Barcellona è una città dalla ricca vita culturale, di ogni latitudine. Sentitevi come a casa a solo un passo dal Mediterraneo.

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Fino al 4 marzo l’Ars Santa Mónica di Barcellona ospiterà l’esposizione Campos Invisibles. Geografías de las Ondas de Radio, (Campi Invisibili. Geografia delle Onde  Radio) presso l’Espacio Laboratorio. La mostra affronta il tema dello  sguardo della tecnica e della scienza attraverso l’arte concettuale ed è prodotta da Plataforma Cero, Centro di Ricerca, Produzione e Risorse di LABoral.

campo <b>invisibili</b> barcellona

La mostra è curata da Honor Harger e José Luís de Vicente, e cerca di fare luce sul paesaggio immaginabile che si costruisce a partire dalle onde radio. Per questo è stata creata  una piattaforma di lavoro interdisciplinare che  analizzi da un punto di vista sociologico, che comprende la cultura ed i cambiamenti sociali, la comunicazione scientifica e la pratica artistica.

La mostra include lavori degli artisti Trevor Plagen, Thomas Ashcraft, Rafael Lozano-Hemmer, Anthony DeVicenzi, Timo Arnall, Joyce Hinterding, Job Ramos, Semiconductor, Matthew Biederman, Clara Boj y Diego Díaz, Rasa Smite & Raitis Smits (RIXC), Luthiers Drapaires, Irdial Records, Guifi.net, Luthiers Drapaires e Plataforma Cero LABoral.

Dalla comparsa della radio nel 1897, quando Marconi installò la prima stazione radio nell’isola di Whigt, ai nostri giorni ne è passata tanta di acqua sotto i ponti. La radio ebbe inizio come una crociata scientifico tecnologica senza scopo di lucro nella quale  era coinvolto solo il sogno dell’uomo di rompere le barriere naturali della comunicazione. Lentamente si trasformò in un mezzo per trasmettere messaggi più complessi e comunicare gli eventi che accadevano nei dintorni più prossimi. La radio, iniseme al telefono e poi al telegrafo, furono le invenzioni che permisero di unire continenti e fare della comunicazione un qualcosa di istantaneo nel corso del  XX secolo. Grazie a lei si seppero in diretta gli avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale e i grandi  fatti storici che segnarono l’umanità. Certamente  sappiamo poco di quello che c’è dietro la radio e di come queste onde si trasmettono attraverso l’atmosfera. E non siamo nemmeno coscienti di come si gestisce una radio e che interessi ci sono dietro di lei. Ma anche se non sappiamo quanto abbia influito  nei nostri comportamenti e nelle forme della società attuale dobbiamo riconoscere che nessuno può prescindere da essa e che fa parte dei nostri riti quotidiani.

Inoltre quest’interessante esposizione ha dato impulso alla realizzazione di una serie di laboratori che Arts Santa MOnica organizza con Plataforma Cero LABoral. David Pello si incaricherà di fare un’introduzione sul mondo della tecnologia satellitare, mentre Pedro Sler e Joanna Griffin esploreranno l’immaginario dello spazio ed i  satelliti attarverso la loro storia, i loro nomi e origini, e come sarà il futuro per questi intrusi dello spazio. L’attivista e ricercatore Alejandro Duque mostrerà la sua visione critica sui satelliti e insegnerà come indagarli, hackearli e a decodificarne i segreti che custodicono al loro interno. Per maggiori informazioni: http://www.artssantamonica.cat/EXP/EXPOSICIONS/tabid/128/any/201110/language/es-ES/Default.aspx#exposicio51

 

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Non si tormenti con i pronostici sul 2012, affitti appartamenti a Barcellona e si dimentichi di tutti i malauguri previsti dai futurologi approfittando dei migliori giorni dell’anno.

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Una scena dolce, commovente e brillante. Ti costa fatica riprenderti dall’ effetto della luce, come se stessi assistendo ad una storia uscita da un racconto di fate. Musica calda combinata con polvere di stelle e una forte ondata di appalusi ti fanno sussultare e ti rimbombano nelle orecchie. Allora ricordi che stai vedendo uno spettacolo e che gli intrusi seduti al tuo lato sono stati testimoni della stessa magia occulta, questa magia che ti seduce, ti cattura e non ti lascia andare finchè sarai capace di sognare.

cirque demain parigi

Benvenuto al Circo!

Gli artisti di scena e gli acrobati più importanti del mondo si sono dati appuntamento a Parigi dal 26 al 29 gennaio al Festival Mondial du Cirque de Demain (Festival Mondiale del Circo di Domani ), uno dei concorsi  più importanti nel mondo del circo e che quest’anno giunge alla sua 33ª edizione.

Una prestigiosa giuria, composta dai produttori, artisti e registi del tendone più importanti  del mondo avranno il difficile compito di giudicare i partecipanti, che bramosi di ottenere il primo posto nella competizione daranno anche l’anima sul palcoscenico. Artisti riconosciuti come Dima Shine, Vertical Tango, Anatoly Zaliewski e The Taquin Brothers hanno partecipato a questo celebre evento, la cui prima edizione risale al 1977.

Musica allegra e una voce grave e penetrante trapassa la fortezza di foglie del tuo corpo mentre balli con l’usignolo che non smette di cantare di felicità. Non ti eri già svegliato? Sei rimasto talmente accecato dai movimenti del corpo dell’artista davanti a te che ti azzardi a mostrarti così spontaneamente,  e ora tutto quello che di sconclusionato hai contenuto e soffocato nella tua anima è pura energia sensuale e passionale, che non può più sopportare di rimanere rinchiusa tra le pareti del tuo essere. Un altro applauso assordante, gli estranei riescono a risvegliarti un’altra volta, ma qualcosa è cambiato, adesso puoi sentire!

Per maggiori informazioni visita: http://www.cirquededemain.com

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Trova appartamenti a Parigi e scopri i migliori spettacoli artistici del mondo! Lasciati catturare dalla magia del circo.

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La Calle Petritxol è il luogo di ritrovo preferito dai golosi impenitenti e dagli amanti dell’arte. Son solo trecento metri di strada, che però ospitano la Sala Parés, famosa per aver accolto gente importante come Ramon Casas, Santiago Rusiñol o Pablo Picasso. Questa celebre galleria è stata inaugurata nel 1840 ed ha segnato lo sviluppo della via nel momento in cui si è trasformata in un punto d’attrazione per artisti e disegnatori. Questo potere di richiamo ha causato l’apertura di numerosi centri di esposizione e vendita di articoli relativi alle Belle Arti, ed allo stesso tempo ha favorito la comparsa anche di cioccolaterie, che costituivano punti d’incontro perfetti per gli artisti bohemi. Quante opere di fama mondiale sono state create grazie al profumo di una buona cioccolata calda?

via <b>cioccolato</b> barcellona

Non sapremo mai la risposta a questa domanda, ma siamo così fortunati che, anche così, possiamo provare i dolci dei nostri antenati. Due stabilimenti tradizionali sono sopravvissuti al passare del tempo, e ci dilettano ancora con le stesse ricette di sempre. Il più antico di tutti è la Granja Dulcinea, un locale le cui origini risalgono al 1789, anche se fu solo nel 1930 che smise di essere un’osteria. Sono passati dalla sua porta personaggi illustri come Salvador Dalí o Angel Guimerà. Tutti si sono innamorati dell’alta qualità dei suoi prodotti. Non possiamo non citare anche La Pallaresa, situata al numero dodici della Calle Petritxol, fondata nel 1947 dal Signor Magin Cases in un locale prima occupato da una latteria. Si tratta del luogo ideale per bere una buona cioccolata calda e non ha niente da invidiare al suo predecessore.

Sono molti i bar che hanno cercato fortuna nella Calle Petritxol, ma non tutti hanno resistito al passare del tempo. Fortunatamente, il malriuscito Xocoa ci ha lasciato eredi invidiabili. Xocoa è una cioccolateria in franchising che ha aperto una caffetteria e un negozio in questa via storica, ma che ha perso la battaglia con la concorrenza e ha dovuto chiudere. Continua tuttavia a dilettarci con le migliori ricette al cioccolato della città, e si è convertita così nel complemento perfetto per i suoi antichi antagonisti. Se ne avete l’opportunità, non esitate a provare una deliziosa cioccolata calda in questi locali pieni di storia e, visto che ci siete, portatevi a casa dei cioccolatini. Vi assicuro che no ve ne pentirete. In fin dei conti, la Calle Petritxol non vanta il titolo di prima via pedonale di Barcellona solo per la sua larghezza di tre metri. Sono questi locali incantevoli a renderla una meta perfetta.

 

 

 

 

 

Enrique Ríos Only-apartments AuthorEnrique Ríos

Se ti piace il cioccolato, ora lo sai: la calle Petritxol è dove devi andare. Non dimenticare di affittare appartamenti a Barcellona per concederti una pausa di riposo dopo aver bevuto la tua cioccolata calda.

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L’Auditorium di Barcellona ha organizzato alcuni concerti intorno a Dvorák (sebbene accompagnato da Brahms e Saint-Saëns) per il 27, 28 e 29 gennaio, con orari dispari (alle 11 del mattino, alle 7 di sera e alle 9 della notte) per venire incontro a tutte le esigenze possibili. Sotto la direzione di Jakub Hrusa, l’Orchestra Sinfonica di Barcellona, quella Nazionale di Catalogna (OBC) ed il piano di Simo Trpceski interpreteranno l’¨Apertura Tragica¨di Brahms, il “Concierto per piano ed orchestra numero 2” di Saint-Saëns e la “Sinfonia numero 8” di Dvorák. I melomani autoctoni ed i turisti possono accedere alla seguente web http://www.auditori.cat/ct/concert/13-lhimne-a-la-natura-de-dvorak-2122.aspx per trovare maggiori dettagli pratici, ed anche per acquistare online i biglietti.

dvorak <b>auditorium</b> barcellona

Il ceco Antonín Dvorák (1841-1904) compose la “Sinfonia numero 8” nella sua residenza estiva di Vysoká, vicinissimo a Praga, nel 1880. Sebbene eclissata dalla popolarità e della fama dell’opera successiva, la nona o del ¨Nuovo Mondo¨, questa composizione celebra le note romantiche che tanto piacevano all’autore. Non c’è da stupirsi che gli organizatori accompagnino questa piece sinfonica con un pezzo di Johannes Brahms (1833-1897), visto che questi due artisti erano uniti da una grande amicizia e da una fruttuosa collaborazione. È del 1880 anche l’¨Apertura tragica¨, l’opera che apre il concerto nell’Auditorium di Barcellona e che si presta ad interpetazioni di ogni tipo per il suo carattere focoso, persino rapido. Nonostante tutte queste letture, più o meno serie, Brahms impose a tutta la sua opera un carattere essenzialmente musicale senza entrare in discorsi traducibili in letteratura. Completa il programma il francese coevo Camille Saint-Saëns (1835-1921), che si allontana progressivamente dal movimento romantico per addentrarsi completamente nell’impressionismo con il suo lavoro nella Società Nazionale della Musica.

Il famoso “Concerto per piano ed orchestra numero 2” di Saint-Saëns fu composto nel 1868 ed è dedicato a un’enigmatica Madame A. de Villers née di Haber, di cui oggi si sa poco o niente.

L’Auditorium di Barcellona, aperto al pubblico dal 1999 si trova in un edificio spettacolare disegnato da Rafael Moneo, e stagione dopo stagione programma musica di tutti i tipi. Ci siamo permessi d’illustrare solo questo concerto perché il programma generale ci è estremamente piaciuto. La sala propone un fitto calendario con una varia offerta: non mancano le band, la musica antica, da camera, corale, e vi è persino una programmazione preparata ed adattata ai più piccini. Si tratta, ovviamente, di un punto di riferimento ineludibile del panorama culturale di Barcellona.

 

Candela Vizcaíno Only-apartments AuthorCandela Vizcaíno

Il turista che si trovi a Barcellona in questo periodo e non voglia perdersi questi concerti, dovrà prenotare in anticipo uno degli appartamenti a Barcellona dove potrà prendere respiro dalla movimentata vita culturale e artistica di questa bellissima città mediterranea.

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Parigi segna sempre il cammino nel mondo della moda, e questo si vede in ogni aspetto della sua vita. A Parigi hanno inventato l’alta moda, la nouvelle cuisine, i ristoranti gourmet, e si è affermato un’attraente stile di vita e di divertimento. Qui troverai un riassunto dei locali alla moda di questa città che devi conoscere quando vieni a visitarla.

locali <b>alla</b> <b>moda</b> parigi

Il Bar á Bulles ha un ambiente gradevole e ottimi cocktail e birre di marche internazionali che potrai degustare al ritmo di buona musica. Se ti piace ballare ci sono bravi Dj ad animare le serate della sala Club.

Se ami i concerti di musica dal vivo, La Maroquinerie è il locale di punta di Parigi, con uno dei migliori programmi di concerti. Ha anche un ristorante incredibile, con un’atmosfera eccellente e un menu di prima qualità. I prezzi dei piatti vanno dai 6 ai 19.50 euro. L’indirizzo è 23 rue Boyer.

Gibus Club è una discoteca aperta dal 1967, in cui sono passati grandi idoli del rock e molta gente importante, ma il tempo passa e grazie alle sue trasformazioni di stile musicale è riuscita a restare nel circuito dei locali alla moda di Parigi. Oggi la sua musica rap, hiphop e R&B e la partecipazione di grandi dj della scena musicale francese ed internazionale la convertono nel luogo ideale per ballare. Lo spazio ha una capacità di 600 persone ed ha anche sale per feste private e tematiche. Si trova al numero 18 della rue du Faubourg du Temple.

La Machine du Moulin Rouge è un complesso che dal 2010 ospita uno spazio per concerti e spettacoli, un bar e una sala Club per ballare con ottimi dj. Il programma di concerti è uno dei più apprezzati dai parigini che amano la musica rock, punk, indie e le altre correnti della musica contemporanea. L’indirizzo è 90 bd de Clichy, 75018.

Carpe Diem è un altro locale alla moda di Parigi. Situato nelle des Halles, la sua cucina ha stregato i francesi e si è convertita in una moda che altri cercano di imitare. Classificata come sperimentale, con un mix esotico di sapori e consistenze che la rendono irresistibile per chi ama provare sensazioni nuove. Ha spazio per 58 persone, e chi vi è già stato ha definito come fantasia concettuale il Camembert arrosto al caramel di sidro con islata di noci, o il pollo di fattoria arrosto con zenzero e verdure esotiche. Si trova in 21 rue des Halles ed apre a pranzo dalle 12h alle 15h e a cena dalle 19.30h alle 23h.

 

 

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Se vuoi sentirti alla moda, affitta appartamenti a Parigi e goditi questi locali, scoprendo come francesi possano essere innovatori soprendendo un mondo che cambia vertiginosamente.

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Tra tutti i gruppi precipitosamente esaltati dalla critica britannica negli ultimi dieci anni, la band di Sheffield Artic Monkeys, che presenterà il suo ultimo disco Suck It and  See (titolo ispirato, in linea con la sua nota inclinazione volgare e irriverente,  da una scritta  che appare in una delle scene del fim di Stanley Kubrick Arancia Meccanica) al Palau Sant Jordi di Barcellona  il prossimo 28 gennaio (http://www.bsmsa.cat/index.php?id=24&L=1),  è con ogni probabilità una delle più interessanti.

concerto <b>arctic</b> <b>monkeys</b> barcellona

Lo spirito contestatario e burlone degli Arctic Monkeys, che si riflette nel titolo dell’album,  è venuto a galla più volte nel corso della loro carriera, come in quella famosa occasione in cui  hanno deriso  la stessa industria della musica (che fin dall’inizio li ha presi invece molto sul serio)  travestendosi da Village People per ritirare un importante premio.

Questa britannica arroganza adolescenziale, in qualche modo irresistibilmente attraente fin dai tempi dei Beatles, si espime in modo sempre più sfumato nei loro dischi. Il caso di Suck It and See è sufficentemente rappresentativo al riguardo. Anche se vi sono canzoni come la trepidante Library Pictures che sembrano parzialmente ricordare, nonostante la sua deliziosa parte centrale, la loro essenza primigena più genuina, l’album riflette soprattutto un tentativo sempre più evidente di alleggerire la carica adrenalinica a favore di composizioni dal sapore più classico.

Con questo non vogliamo dire  che le loro canzoni siano ora più addomesticate ma che si nota un apprezzabile  lavoro di avvicinamento all’opera dei grandi maestri, come possiamo intuire da alcune versioni realizzate recentemente come  l’interpretazione di  Red Right Hand di Nick Cave and The Bad Seeds, o il tributo speciale a Leonard Cohen realizzato da Alex Turner (chitarrista e voce principale del gruppo) per la colonna sonora del film di Richard Ayoade Submarine.Il loro noto crescente interesse per Lee Hazlewood potrebbe essere un altro esempio di questo fenomeno.

Parallelamente a quest’ampliarsi dei loro gusti ed inclinazioni, Suck It and See ha significato anche tornare a lavorare con James Ford, il produttore dei loro primi due dischi, il che si traduce in un suono pienamente concatenato, come nella migliore tradizione britannica,  e con più di un richiamo a gruppi come gli Smith o Echo & the Bunnymen. Questo  ha destato in alcuni dei loro fans il timore che l’eleganza, la finezza e le nuove tematiche incentrate su fatti come il passare del tempo, le sofferenze amorose e una certa inclinazione sentimentale e malinconica, possano in qualche modo far perdere al gruppo di Sheffield quel vigore che finora lo ha caratterizzato.

Paul Oilzum Only-apartments AuthorPaul Oilzum

Un concerto è ovviamente l’occasione migliore per spazzare via ogni dubbio al riguardo. A giudicare dalla qualità delle nuove canzoni da questo tour c’è solo da aspettarsi qualcosa di veramente buono. Giudichi da sè affittando appartamenti a Barcellona

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