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Tatuaggi di lettere

Oggi siamo continuamente circondati da informazioni di ogni genere e tutti abbiamo qualcosa da dire e soprattutto vogliamo che le nostre idee siano ascoltate e lette, ma molti hanno scelto di scrivere sul proprio corpo in modo permanente. C’è forse una forma migliore di far conoscere la tua opinione o la tua filosofia che esprimerlo in modo eterno attraverso una breve frase e così dimostrare quello che pensi e come vivi?

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I tatuaggi fatti di frasi di solito trasmettono pensieri. La frase in questo caso deve essere qualcosa di speciale per la persona che la porta, essendo essa rappresentativa di un determinato stato mentale. Può significare un momento speciale della vita o riferirsi ad una persona amata “l’amore eterno non muore mai”. Scrivendone vogliamo ricordarlo/a e, in qualche modo, farle un omaggio.

Questo tipo di tatuaggi di solito si fanno sulla schiena o sulle braccia, visto che c’è bisogno di una zona piatta per scrivere correttamente.

I tatuaggi più espressivi sono indubbiamente quelli sulle nocche, che spesso hanno un tono violento e duro, probabilmente ricercato. Questo tipo di tatuaggi comporta un messaggio intimidatorio e violento anche perché sono meglio visibili a pugno chiuso, pronti a colpire e, giustamente, la prospettiva da dove si vedono meglio è stando da parte di chi è attaccato e non da parte dell’attaccante, di fronte al pugno chiuso. Ci sono molti stili e disegni di tatuaggi per i pugni, ma sono i tatuaggi di parole fatte di quattro lettere quelli che sono più popolare, dato che si tatua ogni singola lettera su un dito.

Ecco alcuni esempi che possono esserti utili a trasmettere il tuo messaggio:
- Amore- Odio
- È la vita
- Speranza persa
- Life time

Se vuoi trasmettere il tuo messaggio, perchè non affitti appartamenti a Parigi, in settembre, per la prossima convenzione di tatuaggi?

La „Freikörperkultur“ (letteralmente cultura del corpo libero) è un movimento che ha avuto origine in Germania ed è in sostanza un sinonimo per il nudismo. Durante un’epoca sembrava essere piuttosto un movimento gay e le spiagge per nudisti erano associate ad un’immagine di un gruppo di ragazzi nudi. Ultimamente però il nudismo, o naturismo, è in crescita e sta diventando sempre più popolare.

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Con l’arrivo delle alte temperature tipiche dei mesi estivi sempre più persone si scoprono per associarsi alla cultura nudista. No n so se anch’io potrei aggregarmi a questo movimento, ma in ogni caso penso che ci sia un grande vantaggio: un’abbronzatura uniforme, senza i caratteristici marchi del costume. Posso inoltre immaginare che si ha una sensazione incredibilmente liberatoria.

Se ti senti a tuo agio senza niente addosso pelle e non ti crea problemi mostrarti nudo, ti darò qualche informazione sulle migliori location a Berlino dove poter girare libero e leggero, come mamma t’ha fatto. In città è spesso difficile trovare luoghi con un pubblico esclusivamente nudo. Ci sono però zone separate dove si riuniscono anch altri nudisti e dove si evita di essere essere osservati da occhi curiosi.

Lo Stadtbad Charlottenburg – Alte Halle riserva alcune giornate ai nudisti: il martedì dalle 20 alle 22, i venerdì delle 22 alle 22.30 e le domeniche dalle 20 alle 22 puoi lasciare il tuo costume da bagno a casa.

Il più grande lago interno d’Europa, il Wannsee hauna spiaggia nudist adi 1km di lunghezza. Per chi il movimento FKK è qualcosa di completamente nuovo, può iniziare a svestirsi in un ambiente più protetto. Vi consigliamo la Sauna e Wellnessclub nudista Artemis http://www.fkk-artemis.de/en/index.php .

Per esercitarvi potete farlo anche affittando appartamenti a Berlino, dove c’è un’atmosfera sufficientemente intima. Da allora in poi forse potrete lasciare sempre a casa i vestiti.

Così inizia la mia confessione… in quanto a piaceri adoro tutte le forme di sperimentazione e confesso che qualsiasi piacere può essere incluso nella categoria della sessualità, se portato a termine in determinate circostanze. Il tutto va pianificato insieme al tuo partner, affinché entrambi riusciate a provare una sensazione estrema e indimenticabile.

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Tra i piaceri che ho scoperto nella mia eterna ricerca edonista ci sono i lubrificanti. Ci sono molte persone che li utilizzano per alleviare determinati disturbi e per facilitare lo scorrimento, ma si può utilizzare anche in altre circostanze. Se si usano senza averne veramente bisogno, si possono aprire nuove porte alla percezione del piacere. La vagina e la vulva si lubrificano da sole, ma spesso è necessario un aiuto extra per facilitare “il lavoro” e farlo molto più piacevole.

Ecco un altro consiglio: non limitare l’uso del lubrificante all’atto sessuale con il partner…ma provalo anche da sola! Se già di per sé sei un’esperta nel raggiungere da sola l’orgasmo, figurati se aggiungi qualche goccia di lubrificante. Potrai trasformare un’ordinaria operazione manuale in una nuova esperienza molto sensuale.

Sul mercato esistono moltissimi tipi di lubrificanti, per tutti i tipi di pelle, di diversi sapori, luminosi, aromatizzati, con sensazioni termiche o stimolanti e feromoni. Ci sono quelli a base oleosa, ma quelli a base acquosa sono più raccomandabili, semplicemente perché sono più facili da applicare e ritirare e fanno sentire più a proprio agio.

Puoi trovarli in una qualsiasi farmacia (ce ne sono di diversi tipi), ma si vendono anche nei sex shop, dove c’è più varietà. Trova quello più adatto a te! Perché non affitti appartamenti a Madrid e osi sperimentare con i lubrificanti? Può essere un gioco divertente che aumenterà le tue sensazioni, ma anche un aiuto per migliorare la tua sessualità.

L’opera di Ainize Txopitea, basata fondamentalmente, nel collage digitale e la tecnica mista mette in questione, attraverso il linguaggio e l’immagine il suo personale universo creativo combinando un’atmosfera di tematica femminile con un’emotività concettuale, riflesso delle sue riflessioni ed esperienze.
www.ainizeatxopitea.com

ainize txopitea

Attraverso un solo sguardo possiamo percepire nei suoi quadri una serie di sensazioni di contenuto intimo e un’accumulazione di riferimenti al sesso, alla violenza, la passione, il caos, la politica, il rumore urbano….ombre che hanno attecchito nella nostra cultura e nella nostra controcultura.

Le sue creazioni dalla perturbatrice complessità estetica, colpiscono per la sua maturità formale raggiunta in appena una decade di lavoro. La messa al nudo del suo mondo interiore e delle sue preoccupazioni l’ha portata ad essere considerata una delle artiste più influenti nel panorama artistico odierno.

La Txopitea ha esposto le sue opere in gallerie e musei in Germania, Inghilterra, Spagna, Argentina, Inghilterra e negli Stati Uniti e dopo una prolifica permanenza a Londra, ha prestato il suo genio artistico al disegno grafico e alla web e a clienti dell’ambito dell’avanguardia internazionale come il coreografo di Kylie Minogue Rafael Bonchela, alla compagnia di danza Probe Project, la scrittrice e presentatrice televisiva Begoña Ameztoy , il tenore Colin Lee o la fotografa Carmela García, tra gli altri.

Ainize ha seguito le tradizioni familiari, suo padre Danile Txopitea è stato uno dei migliori pittori vaschi degli anni Settanta.

Le sue produzioni e manifestazioni poetiche hanno fatto parte di congressi, conferenze e giornate letterarie sperimentale con frasi del tipo: “Per vivere che non ti manchi un’orma nuova nel tuo palmo.”Che la corrente ci porti fino all’oceano di possibilità. “Distruggere il muro tra te e me senza distruggermi” o “La città non è solo il riflesso nelle nubi degli edifici solitari, ma l’equazione geometrica bellezza+pericolo.”

Sempre decisa a smascherare la morte dello spirito e dell’arte incasellata in un’unica disciplina, si propone continuare ad affrontare con un atteggiamento positivo i nuovi progetti che se le presentano davanti. In questo momento è concentrata nella produzione della sua prossima mostra nel suo appartamento di Barcellona.

É ovvio che le sue inquietudini sono un chiaro esempio di com’essere artista e non morirne. Affitta appartamenti a Barcellona per vedere alcuni dei suoi lavori e dai un’occhiata alla sua pagina web www.ainizeatxopitea.com

Chissà se l’artista Konrad Lueg (Dusseldorf 1939-1996), quando decise di riprendere il suo cognome Fischer ed aprire il suo piccolo studio nella sua città natale, immaginava che si sarebbe trasformato in uno dei commissari e collezionisti più importanti dell’arte contemporanea.

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Con uno spirito audace e trasgressivo nell’ ottobre del 1967 Fischer decide di aprire uno spazio di non più di 13m2 con l’opera di Carl Andrè, figura emblematica del minimalismo statunitense.  L’opera in questione consisteva in vari pezzi di  di ferro impossibili da trasportare da un continente all’altro. Fischer aprì così un nuovo cammino all’interno del mondo dell’arte: la possibilità della replica. Con la rigorosità necessaria, l’opera potè essere riprodotta integralmente, aprendo nuove possibilità al campo dell’arte e alla sua forma di circolazione.

La prima mostra ebbe un notevole successo e a poco a poco la galleria si trasformò in un punto di riferimento indiscutibile delle nuove tendenze artistiche e fu per 2 decenni uno dei più importanti centri espositivi e di diffusione dell’arte concettuale e minimalista.

Allo stesso modo negli anni 90 la Konrad Fischer Galerie assunse il ruolo di curatore di numerose mostre e di spazi innovatori e d’alto livello come una delle sezioni di Documenta 5 di Kassel.

La sua mente visionaria lo  portò  a scoprire artisti come Dan Flavin, Mario Merz e Jan Dibbets, mentre la sua passione di archivista fu all’origine della raccolta di materiali preziosi come i libelli degli Incontri di Pamplona (1977),  lettere e cartoline ricevute da artisti famosi. La mostra del MACBA raccoglie tutti questi materiali e più di 300 opere che saranno esposte fino al 12 ottobre per tutti coloro che amano l’arte concettuale e che si godono la comodità degli appartamenti a Barcellona per visitare la città.

Vergine a 40 anni

In un mondo invaso da migliaia di messaggi a sfondo sessuale, i giovani hanno sempre più fretta per iniziare con la vita sessuale. Essere vergini ed ammetterlo può provocare essere derisi. A diciott’anni essere vergine può essere qualcosa di dolce ed emozionante, essere vergine a trent’anni è vergognoso. La pressione del gruppo d’amici e l’immagine promossa dalla società e dai mezzi di comunicazione, ridicolizza coloro che ancora non si sono iniziati.

vergine a 40 anni

Sia medici sia gli psicologi ammettono che non c’è un’età ottimale per iniziare con la vita amorosa, ma è necessaria una maturità fisica ed emozionale.
Coloro che tardano a raggiungere questi due ingredienti, si sentono una specie rara e il fatto di non aver avuto relazioni sessuali è il grande fallimento della loro esistenza.

La società esige da noi il successo, non solo in ambito professionale, ma anche in campo intimo. Se fino ad adesso non hai avuto relazioni sessuali, significa anche sei una persona poco attraente, indesiderabile, molto probabilmente malato e con qualche trauma. Questa è l’immagine che hanno le persone vergini oltre i 20 anni. Basta uscire in strada per essere bombardati da migliaia di messaggi a sfondo sessuale. Tutti lo fanno, raccontano quello che fanno e como lo fanno. Tutti tranne tu.

Questa è la ragione per la quale le statistiche non possono parlare di un numero di vergini. La maggior parte delle persone non lo ammette, inventa una vita sessuale attiva perché teme il rifiuto e la denigrazione da parte degli altri. Secondo gli psicoterapeuti essere vergine non ha effetti fisici avversi, ma può influire negativamente sulla vita sociale dell’individuo.

Anche se può sembrarti un’utopia scegliere come iniziare la tua vita sessuale è una decisione che appartiene solo a te. Ricorda comunque che, andando oltre il marketing, la sessualità è uno dei lati più belli della vita.

Affitta Appartamenti a Berlino e goditi tutto questo in un paese dove i pregiudizi sessuali sono storia.

Nessuno può negare il fascino di Barcellona, tranne, sembra, i suoi stessi abitanti. Nei titoli dei giornali locali abbondano le critiche ai turisti  che non rispettano le regole della buona educazione: fanno pipì per strada, tirano bottiglie per terra, bloccanoil traffico e impediscon di muoversi con agilità sui marciapiedi, passeggiano in città in bikini…le autorità di Barcellona non riescono a mantenere sotto controllo questi comportamenti.

comportamenti-incivili

Recentemente si è pensato di appendere cartelli nel metro cha avvisano che non si autorizza entrare in bikini, ma non sembra sia proibito….Hai appena passato una bellissima giornata in  spiaggia ed hai ancora i piedi pieni di sabbia, profumi di crema solare e  hai ancora adosso il bikini. Hai usato senza problemi la metro e hai potuto fare tranquillamente una passeggita per le Ramblas, ma quando vuoi sederti in un bar all’aperto del centro sotorico, per prendere una birra e delle  olive, ma  ti ritrovi davanti un cartello che assomigli a quello che di solito si trova all’entrata di una chiesa.

Girare in bikini per la città catalana non è proibito, non si prende una multa per  farlo, ma non è ben visto, disturba ed è considerato una mancanza di senso civico. L’anno scorso la questione fu motivo di un articolo apparso sulle pagine del pricipale quaotidiano regionale, El Periodico. Le estati in effetti possono essere molto calde e la gente si desnuda, ma, per favore mettiti addosso almeno una magleitta!

C’è chi pensa che i vestiti non dovrebbero essere un obbligo e che chi si lamenta di mancanza di senso civico è di vedute strette. Se si pratica il nudismo  e si va in spaiggia in bikini, perché dovrebbe disturbare se ci si muove per le strade cittadine solo conun paio di shorts o con addosso un top di bikini al posto di una maglietta? Forse non solo i turisti a girare mezzi nudi…

La questione comprende vari aspetti: l’immagine di Barcellona come destino vacanziero mondialmente riconosciuto, il benessere dei cittadini, il senso civico in spazi pubblici, l’igiene….Non farti però togliere la voglia di fare un viaggio a Barcellona. Vieni a passare un  soggiorno indimenticabile sulle sue spiagge. Ce ne sono anche di nudiste se vuoi soddisfare le tue pulsioni esibizioniste. Affitta appartamenti a Barcellona, sono economici e confortevoli.

Gandules 2010

Se vivi a Barcellona e hai la sfortuna di dover restare in città per tutta l’estate, l’agosto sarà indubbiamente il mese più solitario, pesante e caldo dell’anno. Non contare sui tuoi amici perché loro si staranno godendo le vacanze dall’altra parte del pianeta.

Festival-cinema-gandules

Non tutto è perso però: i festival di musica e le mostre più interessanti sono iniziate già in giugno ma c’è una luce che brilla alla fine del tunnel del deserto mese d’agosto barcellonese: il ciclo di cinema all’aria aperta Gandules.

Senza rispettare un filo conduttore di epoche, generi e linguaggi cinematografici, Gandules esplora temi, sentimenti e misteri e si è consolidato come piattaforma di un cinema aperto nel quale confluiscono i più diversi generi cinematografici. Durante tutto il mese d’agosto, con tre spettacoli settimanali, la rassegna Gandules di quest’anno, che ha come titolo “Lost, lost, lost”, si propone indagare la perdizione, il viaggio verso lo sconosciuto, i personaggi senza meta. Vi elenchiamo i nostri 4 film preferiti del programma:

Mércoledì 4 agosto: Alphaville di Jean-Luc Godard, 1965. Il protagonista Lemmy Caution intraprende un viaggio stellare verso città fredde e post apocalittiche.

Martedì 10 agosto:
L’angelo sterminatore di Luis Buñuel, 1962. Una festa di borghesi si trasforma in un incubo, quando all’improvviso e misteriosamente si ritrovano intrappolati nella sala dove si svolge la festa. Un cinema enigmatico e ambiguo come la vita stessa.

Mercoledì 18 agosto: Lost Highway di David Lynch, 1997. Mitico film che catapultò Lynch nel mondo delle stelle. C’imbarchiamo in un viaggio misterioso, nel quale accompagniamo Naomi Watts in uno dei suoi peggiori incubi e allucinazioni, sommettendo lo spettatore a momenti di vero terrore.

Mercoledì 25 agosto: Sans soleil di Chris Marker, 1983. Un film affascinante che rompe con le convenzioni narrative, con lo spazio ed il tempo. Un documentario con elementi di fantascienza fatto con il fine di rivivere attraverso le immagini ciò ci fa battere più velocemente il cuore.

Se vuoi perderti per le stradine della capitale catalana, non avere dubbi, affitta appartamenti a Barcellona e lasciati trasportare dal misterioso e caldo fascino del mese d’agosto.

Recentemenet abbiamo parlato della celebrazione della Giornata Internazionale del sadomasochismo, che ogno anno si celebra il 24 luglio (24/7), grazie ad una proposta di Kurt, il proprietario del locale barcellonese BDSM Rosas 5. Il 24/7 ovviamente non si festeggia solo a Barcellona. L’iniziativa ha attechito un po’ in tutta la Spagna e anche altrove, soprattutto neil paesi latinoamericani. Le associazioni la Casona del Sado (Buenos Aires) il Clubbe Dómina (Sao Paulo), il Bar Zero (Santiago de Chile) o il Centro Culturale della Diversità Sessuale (Messico D.F), per esempio, organizzano, per il 24/7, feste e celebrazioni varie ad alto voltaggio erotico, molte delle quali durano per varie giornate.

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A Madrid ci sono molti locali, associazioni e gruppi che organizzano eventi per celebrare la Giornata Internazionale del Sadomasochismo. L’associazione BDSM Alma-Zen D/S aprirà le sue porte il giovedì 22 alle 18.00, rimanendo aperto senza interruzione fino alla domenica del 25 a mezzanotte. Per il giovedì pomeriggio è prevista una conferenza sulle relazioni BDSM 24/7, che danno il nome a questa giornata (ovvero le relazioni sadomasochiste che non si limitano alla camera da letto, ma che rigurdano tutti gli aspetti della vita quotidiana).

Probabilmente l’evento più originale previsto sarà la grigliata sadomasochista, organizzata dall’associazione culturale BDSM Camp e che si terrà proprio il 24 luglio, dalle tre del pomeriggio fino alle otto di sera, quando la festa si trasferirà al club Luna Negra.

Come potete vedere, ci sono varie opzioni a vostra disposizione a Madird: la Giornata Mondiale de sadomasochismo è una buona occasione per affittare appartamenti a Madrid e godersi il BDSM, sia se avete già esprienza con questo genere di relazioni sia se volete scoprirle…

C’è una Giornata Mondiale dedicata alla Donna, il giorno della Festa Internazionale del Lavoro, una giornata dell’Orgoglio Gay… Perché quindi non dovrebbe esistere una giornata mondiale del sadomasochismo? Questo è più o meno quello che si chiese alcuni anni fa Kurt, il proprietario del club privato barcellonese BDSM dal nome Rosas 5. Dopo averci pensato per un po’, li venne un’idea brillante: scegliere come il giorno dedicato al BDSM il 24 luglio, ovvero il 24/7.

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Nel mondo del sadomasochismo è definito come “24/7″, il tipo di relazione tra un padrone e una sottomessa (o una padrona e un sottomesso) che non si limita solo a giochi d’alcova o sessioni sadomasochiste con un inizio e una fine, ma mantiene continuamente i ruoli di dominante e sommesso, ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette.

Questo tipo di relazioni si meritano una attenzione che dedicheremo a loro in altri articoli, ma vogliamo sottolineare che l’idea avuta da Kurt fu rapidamente accettata in molti circoli feticisti e il 24 luglio si è trasformato nel giornate della celebrazione del BDSM, specialmente nei paesi di lingua spagnola.

Il 24/7 si festeggia Barcellona, ogni anno con più entusiasmo e si è già trasformato, senza dubbi, nella festa BDSM più importante dell’anno. Il club Rosas 5 si riempie e di solito, durante i tre giorni dei festeggiamenti rimane aperto senza interruzione. Vi si presentano spettacoli e performance di dominazione, bondage orientale, poesia BDSM…Quest’anno è prevista una festa particolarmente interessante, che vedrà protagonista un’attrice del gruppo La Fura dels Baus e di uno spettacolo che combinerà il bondage con la musica in diretto. Siete ancora in tempo per affittare appartamenti a Barcellona ed avvicinarvi al Rosas 5 per un’esperienza unica.

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